fire-alarm

Antincendio

antincedio attivo

L’insieme delle misure di protezione che richiedono l’azione di un uomo o l’azionamento di un impianto sono quelle finalizzate alla precoce rilevazione dell’incendio, alla segnalazione e all’azione di spegnimento dello stesso.

le barriere antincendio: – isolamento dell’edificio; – distanze di sicurezza esterne ed interne; – muri tagliafuoco, schermi etc.

Una porta per essere considerata tagliafuoco deve rispondere a cinque caratteristiche fondamentali:

  1. L’ auto-chiusura: la porta deve chiudersi da sola tramite dispositivi come le cerniere a molla, il chiudiporta o i contrappesi in caso di portoni scorrevoli.
  2. La resistenza al fuoco di un elemento di chiusura è espressa con un intervallo in minuti, durante il quale il serramento conserva le proprietà di tenuta e/o isolamento termico.
  3. Resistenza: la capacità portate di un elemento, che non deve pregiudicarsi in caso di incendio (non applicabile per le porte tagliafuoco, infatti rimossa nella normativa europea).
  4. Ermeticità: ovvero la capacità di trattenere il fuoco. Non significa che la porta sia sigillata, come suggerisce il senso comune del termine.
  5. Isolamento termico: ovvero la capacità di ridurre la trasmissione di calore verso la faccia non esposta all’incendio.

Le distanze di sicurezza si basano sul concetto dell’interposizione, tra aree potenzialmente soggette ad incendio, di spazi scoperti o di strutture; la protezione ha lo scopo di impedire la propagazione dell’incendio principalmente per trasmissione di energia termica raggiante.
Le distanze di sicurezza si distinguono in distanze di sicurezza interne e distanze di sicurezza esterne a seconda che siano finalizzate a proteggere elementi appartenenti ad uno stesso complesso o esterni al complesso stesso.
Un altro tipo di distanza di sicurezza è da considerarsi la “distanza di protezione” che è definita la distanza misurata orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e la recinzione (ove prescritta) ovvero il confine dell’area su cui sorge l’attività stessa.

materiali classificati per la reazione al fuoco

La reazione al fuoco di un materiale rappresenta il comportamento al fuoco del medesimo materiale che per effetto della sua decomposizione alimenta un fuoco al quale è esposto, partecipando così all’incendio.
Specifiche norme di prevenzione incendi prescrivono per alcuni ambienti, in funzione della loro destinazione d’uso e del livello del rischio d’incendio, l’uso di materiali aventi una determinata classe di reazione al fuoco.
La reazione al fuoco di taluni materiali può essere migliorata mediante specifico trattamento di ignifugazione, da realizzarsi con apposite vernici o altri rivestimenti.

sistema di vie d’uscita commisurate al massimo affollamento ipotizzabile dell’ambiente di lavoro e alla pericolosità delle lavorazioni

Ogni luogo di lavoro deve disporre di vie di uscita alternative, ad eccezione di quelli di piccole dimensioni o dei locali a rischio di incendio medio o basso.
Ciascuna via di uscita deve essere indipendente dalle altre e distribuita in modo che le persone possano ordinatamente allontanarsi da un incendio.
Le vie di uscita devono sempre condurre ad un luogo sicuro.
Il problema dell’esodo delle persone minacciate da un incendio è universalmente riconosciuto di capitale importanza, a tal punto da comportare soluzioni tecniche irrinunciabili.
In particolare il dimensionamento delle vie d’uscita dovrà tenere conto del massimo affollamento ipotizzabile nell’edificio  nonché della capacità d’esodo dell’edificio.

materiali classificati per la reazione al fuoco

Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo.
La direttiva materiali da costruzione prevede una disciplina europea unitaria sulle classi di reazione al fuoco, definendo 7 classi di reazione al fuoco (le cosiddette Euroclassi: A1, A2, B, C, D, E, F), basate sulla energia liberata durante la combustione, la propagazione di fiamma e il grado di infiammabilità.
Specificatamente la resistenza al fuoco può definirsi come l’attitudine di un elemento da costruzione (componente o struttura) a conservare:

  • la stabilità R: l’attitudine di un elemento da costruzione a conservare la resistenza meccanica sotto l’azione del fuoco;
  • la tenuta E: attitudine di un elemento da costruzione a non lasciar passare ne produrre -se sottoposto all’azione del fuoco su un lato- fiamme, vapori o gas caldi sul lato non esposto al fuoco;
  • l’isolamento termico I: attitudine di un elemento da costruzione a ridurre, entro un dato limite, la trasmissione del calore.

antincendio passivo

L’insieme delle misure di protezione che non richiedono l’azione di un uomo o l’azionamento di un impianto sono quelle che hanno come obiettivo la limitazione degli effetti dell’incendio nello spazio e nel tempo.

attrezzature ed impianti di estinzione degli incendi (es. estintori, reti idriche antincendio, ecc.)

Sono gli strumenti di protezione attiva più diffusi. La loro funzione principale è quella di intervenire in caso di principio di incendio. Gli estintori possono essere a Polvere, a Schiuma, ad Anidride Carbonica (CO2), a Gas Speciali (HCFC), Idrici.

sistemi di allarme incendio (es. impianti di rivelazione automatica d’incendio)

Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendi (IRAI), sono dispositivi elettronici che nascono con l’obiettivo principale di rivelare un incendio quanto prima possibile e di lanciare l’allarme al fine di attivare le misure protettive.

illuminazione di sicurezza

L’illuminazione di sicurezza permette la visibilità in caso venga a mancare la fonte di alimentazione ordinaria, nell’intero spazio di mobilità delle persone durante l’evacuazione.

Segnaletica di sicurezza (es. segnali di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio)

La segnaletica di sicurezza ha un ruolo importante per la sicurezza sui luoghi di lavoro e di vita, infatti un giusto segnale manda un messaggio immediato che dà una pronta e adeguata indicazione sui divieti, sugli obblighi di comportamento, sui pericoli presenti, sull’ubicazione dei mezzi antincendio e di soccorso, sulle vie di fuga. Dobbiamo sottolineare che la segnaletica di sicurezza ha la funzione di completare le misure prevenzionali di sicurezza già adottate dall’azienda e che gli strumenti per tale obiettivo sono: cartelli, segnali luminosi, acustici, gestuali e verbali. Installiamo segnaletica conformemente alle direttive previste dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n° 81 che al Titolo V stabilisce le prescrizioni per la segnaletica di salute e sicurezza sul luogo di lavoro in tutti i settori sia nelle attività private che in quelle pubbliche.

Evacuatori di fumo e di calore

Gli evacuatori naturali di fumo e calore (ENFC) nascono come elementi posti in copertura che si devono aprire in caso d’incendio per favorire l’uscita dei fumi e gas caldi prodotti durante lo sviluppo di un incendio.